La religione a scuola: i manuali scolastici

L'approfondimento dedicato all'analisi della didattica delle religioni nei manuali, realizzato grazie alla collaborazione con Pars di Maria Chiara Giorda, docente di Storia delle Religioni presso l'Università degli Studi Roma Tre, fornisce gli strumenti per un esame critico dei testi scolastici, affinché sia possibile rivelare come sono considerate le religioni tra le pagine dei manuali dedicati agli studenti. Alcuni esempi chiarificatori seguono l'introduzione e gli strumenti d'analisi, a cui sono stati aggiunti suggerimenti bibliografici per affrontare il tema proposto dal kit-formativo.

Data Creazione:
Lun, 25/05/2020 - 14:25
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La religione a scuola

 

La religione a scuola: nei programmi di altre materie e quindi nei manuali?

 

Uno degli strumenti cardine della formazione scolastica sono i manuali. Una lettura critica di questi può fornire dati interessanti su potenzialità, approcci, prospettive, limiti, sulle lacune che, in fatto di apprendimento, caratterizzano il percorso educativo offerto a chi frequenta la scuola italiana. Tra le pagine dei manuali passano condizionamenti culturali, ideologici e politici, in quanto uno degli strumenti di costruzione dell’identità politica e sociale di un paese.

Come si legge in I manuali di storia giudicati:

I libri di storia destinati alla scuola sono chiamati manuali quando li consideriamo come una sintesi o un repertorio delle conoscenze accreditate, generalmente riconosciute dagli studiosi; vengono poi chiamati «libri di testo» quando li consideriamo in rapporto alla procedura di adozione; li possiamo definire «libri per l’insegnamento» o didattici quando pensiamo ai caratteri specifici che possiedono rispetto alle esposizioni che gli studiosi fanno delle loro ricerche originali. (p. 11)

in S. Guarracino, I manuali di storia giudicati, introduzione a L. Gualtiero, G.L. Melandri, F. Monducci, M.P. Morando, D. Pizzotti, G. Ricci, M. Sarti, C. Venturoli e P. Zagatti, (a cura di), C’è manuale e manuale. Analisi dei libri di storia per la scuola secondaria, Viterbo: Sette Città, 2010.

 

Nel contributo sul Rapporto sull'analfabetismo religioso in Italia del 2014 abbiamo scritto come «da alcuni decenni vi è una discreta attenzione sull’insegnamento relativo alle religioni, sulla didattica e in particolare sui manuali in uso. Tuttavia, non sono molti gli studiosi che si sono occupati della didattica della storia delle religioni/dei fatti religiosi nei manuali scolastici. Dopo alcuni studi e convegni negli anni '70 e dopo decenni di silenzio e inattività nel campo della manualistica e della storia delle religioni/storia religiosa, una ricerca transnazionale condotta presso il Georg Eckert Institut di Braunschweig ha prodotto i primi risultati relativi all’analisi delle presentazioni stereotipe dell’Islam nei manuali di storia di Germania, Austria, Francia, Spagna e Inghilterra: No Chance of Belonging? Islam and Modern Europe Remain Segregated in European Textbooks».


Bibliografia

M. C. Giorda, Tra le pagine dei manuali scolastici: presenze e assenze delle religioni, in Melloni A., Rapporto sull’analfabetismo religioso in Italia, Bologna: Il Mulino, 2014 (Leggi...)

S. Guarracino, I manuali di storia giudicati, in L. Gualtiero, G.L. Melandri, F. Monducci, M.P. Morando, D. Pizzotti, G. Ricci, M. Sarti, C. Venturoli e P. Zagatti, (a cura di), C’è manuale e manuale. Analisi dei libri di storia per la scuola secondaria, Viterbo: Sette Città, 2010

Data: 10 Aprile 2020
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Come si analizzano i manuali

 

Come si analizzano i manuali

 

Per analizzare i manuali si può ricorrere a un’analisi quantitativa che considera:

  1. Lo spazio occupato dal tema rispetto all’indice (analisi quantitativa: pp./paragrafi; dove è inserito il testo nell’economia del volume);
  2. l’articolazione e scansione dei contenuti;
  3. i titoli di capitoli e paragrafi; e le parole chiave evidenziate;
  4. il grado di approfondimento e «problematizzazione» del sotto-tema (anche rispetto alla ricerca storica e al dibattito contemporanei al manuale);
  5. lo sviluppo di snodi e sotto-sotto-temi, cartine, mappe, immagini, antologia di testi, fonti.

 

E ancora, grazie alla tecnica della “content analysis” è possibile raccogliere dati provenienti da:

  • analisi dei segmenti ripetuti;
  • analisi delle co-occorrenze;
  • analisi delle parole caratteristiche;
  • analisi del linguaggio peculiare;
  • analisi delle parole con caratteristiche omogenee;
  • analisi delle concordanze e delle corrispondenze lessicali.
Data: 10 Aprile 2020
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Le origini dell'Islam

 

Le origini dell'Islam

 

Le "parole chiave”:

  • La rappresentazione dell'Islam e del mondo arabo è caratterizzata da numerosi errori, semplificazioni, omissioni e «closed views»

  • Maometto è capo religioso e militare

  • L’Islam è trattato come violento, legato a guerra santa e jihad (spesso sinonimi):

Dopo il capitolo sulla nascita dell’Islam, se ne parla a proposito della battaglia di Poitiers, delle Crociate, della Reconquista, della «caduta» (il punto di vista è tendenzialmente quello bizantino) di Costantinopoli, della battaglia di Lepanto, della guerra di indipendenza greca, della questione palestinese e del terrorismo contemporaneo. (Bigi in Giorda 2014, p. 216)

  • Le crociate sono raccontate da una prospettiva unica: si parla di «liberazione di Gerusalemme» a proposito della conquista del 1099, di «infedeli» per musulmani (con o senza virgolette), o di «risposta all’occupazione» islamica della Palestina.

  • Confusione terminologica: Islam/islamismo, musulmani/islamici

  • Mancanza di informazioni specialistiche e aggiornate agli ultimi progressi (gap tra la ricerca scientifica e la sua ricezione nei manuali): una citazione da Splendore e apogeo dell’Islam di Maurice Lombard, accanto a citazioni dalla guida del Touring Club, da Hans Küng, o da siti internet artigianali o scolastici

  • Tracce di eurocentrismo e orientalismo

 

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Immagini tratte da E. Cantarella, G. Guidorizzi, Storia antica e medievale, Tarda antichità Alto Medioevo, Torino: Einaudi, 2002 (scelte a titolo esemplificativo)


 

Bibliografia

M. C. Giorda, Tra le pagine dei manuali scolastici: presenze e assenze delle religioni in A. Melloni (a cura di), Rapporto sull’analfabetismo religioso in Italia, Bologna: Il Mulino, 2014; cfr. in particolare, il paragrafo 2.2. Le origini dell’Islam, l’inizio dei cliché di Stefano Bigi (Leggi...)

No Chance of Belonging? Islam and Modern Europe Remain Segregated in European Textbooks, Braunschweig: Georg Eckert Institute for International Textbook Research (Leggi...)

 

Data: 20 Aprile 2020
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ll ruolo dei cattolici e della Chiesa cattolica nell’unificazione italiana

 

ll ruolo dei cattolici e della Chiesa cattolica nell’unificazione italiana

 

Le "parole chiave”:

  • Nei manuali contemporanei parlare di Risorgimento significa interrogarsi sulla natura degli italiani, costruire tra gli studenti una immagine della nazione e creare consenso verso un indirizzo culturale.
  • Il Risorgimento è una prova interessante della standardizzazione della trattazione scolastica di snodi e questioni storicamente rilevanti. È un test efficace dello scollamento, in alcuni casi ancora dopo decenni, tra i risultati della ricerca scientifica storiografica (e basterebbe fare riferimento agli storici italiani) e la loro ricezione in questo tipo di testi.
  • Si assiste a un passaggio da un approccio militante (schieramenti pro o contro i cattolici) a sfumature e gradazioni della narrazione e del giudizio su eventi e personaggi del Risorgimento.

Estratti a confronto (citati in Giorda 2014, p. 224):

Finiva così l’ultimo brandello di potere temporale della chiesa e al movimento democratico italiano veniva sottratto un obiettivo e un argomento di agitazione politica che ne aveva qualificato l’azione: dopo di allora la «sinistra» muterà la propria identità e assumerà connotati diversi. I cattolici non modificarono invece la loro posizione di rigida contrapposizione nei confronti del nuovo stato italiano nonostante che il parlamento avesse garantito per legge (legge delle Guarentigie) alla chiesa l’assoluta libertà di culto e la sovranità sui palazzi vaticani assegnando allo stato vaticano una congrua dotazione annua: con una bolla papale Pio IX fece esplicito e tassativo divieto ai cattolici italiani di partecipare anche solo con voto alla vita politica (non expedit).

in M. Revelli e P. Ortoleva, Storia dell’età contemporanea, Milano: Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori, 1982, p. 164.

 

Altro problema che la ristretta élite del nuovo Stato si era trovata ad affrontare era stata quello dell’ostilità del Vaticano. Il regno d’Italia era infatti sorto travolgendo lo Stato della Chiesa e nel 1870 ne aveva conquistato anche il cuore simbolico, Roma, per più di un millennio capitale dei papi e ora capitale dell’Italia unita.

in G. De Luna, M. Meriggi e M. Tarpino, La storia al presente, Torino: Paravia, 2003, p. 581.

 

Bibliografia

M. C. Giorda, Tra le pagine dei manuali scolastici: presenze e assenze delle religioni in A. Melloni (a cura di), Rapporto sull’analfabetismo religioso in Italia, Bologna: Il Mulino, 2014 (Leggi...)

Data: 24 Aprile 2020
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Religione o religioni nel Ventunesimo secolo

 

Religione o religioni nel Ventunesimo secolo

 

Le "parole chiave":

  • 3 snodi tematici: La storia della Chiesa cattolica e in particolare il momento del concilio Vaticano II; i fondamentalismi religiosi, nella maggioranza dei casi declinati al singolare (l’Islam come caso studio); i nuovi orientamenti religiosi, presentati in termini di ritorno alla religione e le conseguenze sociali (e politiche).
  • Il fondamentalismo è islamico: è legato all’Iran della rivoluzione islamica e poi sviluppato in riferimento allo sviluppo del terrorismo islamico internazionale e alla questione del Medio-Oriente.
  • Con Al-Qāʿida e in seguito con l’Isis, l'Islam violento da sciita diventa sunnita
  • Il dato religioso è quasi assente nella trattazione di conflitti quali Iran-Iraq o quello israelo-palestinese
  • Un paradigma mal introdotto e contestualizzato è quello dello “scontro di civiltà” (che determina il binomio Oriente/Occidente o Islam/Occidente) con citazioni da Samuel Huntington, Lo scontro tra civiltà e il nuovo ordine mondiale, Milano 2000 e Francis Fukuyama, La fine della storia e l’ultimo uomo, Milano 1992
  • 11 settembre 2001 è lo spartiacque per tutti tra risveglio islamico, Iran e la «polveriera» del Medio oriente/fondamentalismo/terrorismo; le pagine dedicate alle Torri gemelle sono, sia da un punto di vista narrativo, sia iconografico, il momento culminante di questa trattazione

Un’assenza: dati sulla diversità religiosa, riferimenti a culti orientali, alle nuove religioni, al problema delle sette, ai fenomeni di sincretismo.

 

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Manuali scolastici_fondamentalismi_1    Manuali_scolastici_fondamentalismo_2    Manuali_scolastici_fondamentalismo_3    Manuali_scolastici_fondamentalismo_4    Manuali_scolastici_fondamentalismo_5

 

Immagini tratte da G. Gentile, L. Ronga, A. Rossi, Millennium. Storia e geostoria del mondo dal Mille ai giorni nostri, volume 3, Brescia: La Scuola, 2012 (scelte a titolo esemplificativo)


 

Bibliografia

F. Candido, V. Loré, C. Noce, Lost Christianities in textbooks. A case study of the high schools in Rome specialising in classical studies, in M. G. Meloni, A. M. Oliva (eds.), Religious culture and education in 20th and 21st century Europe, RiMe. Rivista dell'Istituto di Storia dell'Europa Mediterranea, Vol. 5/I n. s., December 2019 (Leggi...)

M. C. Giorda, Tra le pagine dei manuali scolastici: presenze e assenze delle religioni, in A. Melloni (a cura di), Rapporto sull’analfabetismo religioso in Italia, Bologna: Il Mulino, 2014 (Leggi...)

Data: 21 Aprile 2020