Tentazione

Tentazione

 

Non ha mancato di suscitare polemiche la notizia che a breve anche la liturgia adotterà una nuova traduzione del Padre nostro. A Messa diremo quindi «Non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male» (Matteo 6,13), al posto del tradizionale «Non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male» che abbiamo imparato fin da piccoli. Il cambiamento avverrà per fasi: molte diocesi hanno deciso di adottare la nuova versione del messale in lingua italiana, che contiene diversi cambiamenti, tra cui quelli al testo del Padre nostro, a cominciare dall’inizio del nuovo anno liturgico (29 novembre, prima domenica di Avvento). La “novità” diventerà obbligatoria a partire dalla Pasqua 2021 (4 aprile).
Se i critici presentano questa decisione come un abbandono della tradizione, una più attenta riflessione ci fa invece scoprire che la nuova versione rende meglio il senso dell’originale greco, mentre quella vecchia rischia di essere fuorviante: potrebbe portare a pensare che Dio si compiaccia di spingere al male. Ma che cosa realmente significa l’ultima richiesta della preghiera insegnata da Gesù? In che cosa consiste la tentazione di cui parla?

 

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Data Creazione:
Mar, 24/11/2020 - 06:05